Nel cuore di Napoli, dove si registra  il più alto numero di edifici storici, si erge l’antichissima Basilica di San Lorenzo Maggiore, una delle chiese più antiche della città. Costruita a partire dal 1235 per volere di Papa Gregorio IX, l’architettura mostra sin dal suo esterno, caratteristiche di stile gotico francese mescolato ad un successivo stile barocco. Oltre a poter ammirare la bellezza del luogo di culto, il sito offre una vera e propria opportunità di fare un tuffo nel passato, visitando gli scavi che, affascinano turisti di tutto il mondo per la loro antichissima testimonianza dell’originaria Neapolis. Proprio in piazza San Gaetano, quando stava nascendo la nuova città datata I sec a.C, si trovava l’Agorà mentre, in corrispondenza degli scavi di San Lorenzo, si può identificare il macellum, cioè il mercato cittadino in epoca romana.

 San Lorenzo è la meta di migliaia di napoletani e turisti ogni anno che restano affascinati dalle leggende legate a questo luogo. Quella che colpisce maggiormente è la storia del monaciello, un bambino deforme nato dalla storia d’amore tra Caterina  Frezza, figlia di un ricco mercante di panni, ed il garzone Stefano Mariconda. Questa unione, fortemente contrastata dalla famiglia di lei, si trasformò ben presto in una tragedia. Una notte, durante un incontro clandestino, l’uomo rimase vittima di un agguato davanti agli occhi della fidanzata.
La ragazza, rimasta sola ed in stato interessante, chiede ospitalità ad un convento della zona dove, qualche mese più tardi, partorì un bimbo deforme.

Il termine monaciello   deriva dal modo di vestire di questo bambino che, non trovando abiti idonei in convento, indossava dei piccoli sai da monaco.

La fantasia popolare però, lo identifica come uno spiritello dispettoso piuttosto che un personaggio storico realmente esistito.

di Francesca Cassandro

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