Le Sirene

Durante il viaggio, Ulisse dovette affrontare anche le Sirene.

Nella mitologia greca, le Sirene erano creature metà donna e metà uccello (successivamente rappresentate come metà pesce) che attiravano i marinai con un canto irresistibile.

Chi ascoltava il loro canto perdeva la ragione e faceva naufragio.

Per evitare il pericolo, Ulisse ordinò ai compagni di tapparsi le orecchie con cera.

Poiché voleva ascoltare il loro canto senza morire, chiese di essere legato all’albero maestro della nave e ordinò ai compagni di non liberarlo per nessun motivo.

Così riuscì a superare il pericolo.

Circe, la maga

Un’altra figura importante dell’Odissea è Circe, una potente maga che viveva sull’isola di Eea.

Quando i compagni di Ulisse arrivarono sull’isola, Circe offrì loro del cibo e una bevanda magica che li trasformò in maiali.

Grazie all’aiuto del dio Ermes, che diede a Ulisse un’erba magica chiamata moly, l’eroe riuscì a resistere all’incantesimo.

Circe, impressionata, restituì ai compagni la forma umana.

Ulisse e i suoi uomini rimasero sull’isola per circa un anno.

Prima della partenza, Circe diede a Ulisse preziosi consigli su come affrontare i pericoli futuri.

Scilla e Cariddi

Uno degli ostacoli più terribili del viaggio furono Scilla e Cariddi.

Scilla era un mostro marino con più teste che viveva su uno scoglio e divorava i marinai che passavano troppo vicino.

Cariddi era invece un gigantesco vortice che inghiottiva enormi quantità d’acqua tre volte al giorno, creando un pericoloso mulinello.

Ulisse dovette scegliere il male minore: passare vicino a Scilla, perdendo alcuni uomini, piuttosto che rischiare di perdere l’intera nave in Cariddi.

Questa espressione è diventata proverbiale ancora oggi: “trovarsi tra Scilla e Cariddi” significa essere costretti a scegliere tra due pericoli.

Articolo scritto da CONTE MJRIAM e PASQUARELLA RITA, 2ID.

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