Ciao, siamo Alessandra Riccio e Alessandra Chello due alunne della 3BD oggi vi vogliamo parlare di Giuseppe Impastato detto anche Peppino Impastato.
Peppino nacque il 5 gennaio 1948 a Cinsi in provincia di Palermo. Esso nacque in una famiglia mafiosa il padre Luigi, lo zio, altri parenti e il cognato del padre era il boss del paese. Peppino frequento il liceo Classico. Già negli anni Sessanta cominciò ad avvicinarsi alla politica e scrisse un giornale dove parlava della mafia nonostante avendo la famiglia mafiosa. Peppino tra la notte dell’8 e 9 maggio 1978 venne assassinato e dopo il suo corpo fu adagiato sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani e fatto saltare con una carica di tritolo. Inizialmente le autorità interpetrarono l’evento come un attentato finito male o addirittura un suicidio, colpevolizzando il giovane. Ci volle molto tempo perché la verità venisse alla luce nelle sedi giudiziarie, nel 2001 la corte d’assise di Palermo condannò per l’omicidio il boss Gaetano all’ergastolo. Questo riconoscimento fu importante perché ribaltò la retorica iniziale del caso e dall’ora la figura di Peppino divenne un punto di riferimento nella lotta alla mafia. Peppino Impastato rappresenta oggi per molti un simbolo dell’anti mafia sociale cioè della lotta non solo istituzionale. Molte città e istituzioni hanno dedicato a lui vie, piazze, parchi, eventi commemorativi. La sua vita fu breve perché morì ai soli 30’anni di cui ricorda che il coraggio può nascere in ambienti difficili, che scegliere la verità e un atto giusto. Peppino e ricordato ancora oggi perché ci ricorda che la mafia non e solo criminalità violenta ma un sistema ce si intreccia con politica, affari, terra e cultura. La storia di Peppino e un esempio vivente di come una persona possa, partendo da un ambiente ostile in cui ci sono potenti interessi mafiosi può costruire una scelta di libertà e di denuncia. Ricordarlo non e solo commemorare ma trasmettere una lezione che la legalità non e qualcosa di astratto ma si costruisce giorno per giorno.
Grazie per aver letto il nostro articolo.
SCRITTO DA ALESSANDRA RICCIO E ALESSANDRA CHELLO, 3BD.







